Mangiare Lenticchie Bio aiuta a scacciare la depressione

oltre ad essere considerato il legume della fortuna

Elisa Faraghini


Le Lenticchie sono i semi di una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Leguminose; il nome è da attribuire alla forma a lente del seme che ricorda quello di una moneta.

La tradizione vuole che nell'antica Roma si usasse regalare una "scarsella" ovvero una borsa di cuoio, legata alla cintura e contenente lenticchie, con l'augurio che si trasformassero in monete sonanti: da qui l'usanza ancora attuale di consumare lenticchie durante la cena dell'ultimo dell'anno.

Le Lenticchie sono il più antico legume coltivato già nel 700 a.c in Asia (precisamente nell'attuale Siria).

Da qui si diffusero rapidamente in tutto il bacino mediterraneo, diventando il cibo base di greci e romani; utilizzate prevalentemente dalle classi più povere erano considerate un piatto nutriente e gustoso.

Fu Catone a dettare alcune norme per cucinarle meglio; Galeno, celebre medico, ne esaltò le virtù terapeutiche e perfino nella Bibbia, Esaù vendette a Giacobbe , suo fratello, il diritto di primogenitura in cambio di un fumante piatto di lenticchie.

Nel Medioevo venivano usate le lenticchie nei giorni di venerdì o di digiuno come sostituto della carne in quanto energetiche e ricche di nutrienti.

Sempre durante il Medioevo, nel periodo in cui la popolazione europea fu decimata da carestie ed epidemie, la scarsità dei nutrienti nelle diete soprattutto dei più poveri impediva un adeguato ripopolamento, le lenticchie (allora poco costose e facilmente reperibili) contribuirono ad apportare proteine e vitamine migliorando le condizioni di salute e quindi la resistenza alle malattie di intere nazioni.

L'uso e la coltivazione delle lenticchie oggi è diffusa in tutto il Mondo: in America si coltivano soprattutto la lenticchia gialla e verde a seme grande; in Europa, in Medio Oriente e in India si coltiva la lenticchia piccola di color arancio, marrone e rossa.

Comunque il maggior produttore di lenticchie di qualità risulta essere l'Italia, in particolar modo l'Umbria: le lenticchie di Castelluccio di Norcia hanno ottenuto il riconoscimento della IGP ( Indicazione Geografica Protetta ). Queste note lenticchie, famose per la loro delicatezza e per le loro dimensioni (~ 2mm ), vengono coltivate nelle vallate che si estendono da Castelluccio fino ad arrivare a Monteleone di Spoleto, in un affascinante oasi di verde e di natura.

I produttori del posto sono stati i precursori dell'agricoltura biologica infatti ogni anno alternano coltivazioni di lenticchie con quelle di frumento e pascolo eliminando il bisogno di fertilizzanti chimici.

Le lenticchie bio hanno un alto potere nutritivo e sono costituite dal 51% di carboidrati, il 23% di proteine, il 14% di fibre, l'1% di grassi e l'11% di acqua.

Al giorno d'oggi questo legume è consigliato da tutti i dietologi in quanto è molto digeribile e non contengono ne grassi n'è colesterolo.

Le lenticchie bio non contengono glutine e sono quindi consigliate a chi soffre di celiachia.

Grazie all'elevato contenuto di fibre e alla scarsa quantità di grassi sono utili in caso di stitichezza e sono valide alleate nella lotta e nella prevenzione dell'ateriosclerosi.

Le lenticchie bio contengono Flavonidi e Niacina che hanno importanti proprietà antiossidanti: sostanze che "puliscono" l'organismo agendo positivamente sugli inquinanti a cui tutti siamo soggetti.

Le lenticchie bio sono ricche di Tiamina, utile per migliorare i processi di memorizzazione.

Le lenticchie bio hanno un alto contenuto di Vitamine PP che funge da potente equilibratore del sistema nervoso, con azione antidepressivi e antipsicotica.

Non meno importante è il contenuto di Fosforo, Ferro e Vitamine del gruppo B.

Come tutti i legumi, le lenticchie hanno un buon contenuto di proteine vegetali e per questo rappresentano una valida alternativa alla carne.

Inoltre l'assunzione di lenticchie rallenta l'assorbimento dei carboidrati da parte dell'organismo venendo incontro alle esigenze di chi soffre di diabete.

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